La notizia sta rimbalzando sulle principali testate italiane da qualche giorno: l’Agenzia delle Entrate sostituirà i vecchi Studi di Settore con il nuovo Indicatore di Compliance.

Gli studi di settore nascono nel 1993 come strumento statistico di rilevazione di una serie di parametri per monitorare la movimentazione economica di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese: i dati raccolti servono per valutare la capacità reale di questi soggetti di produrre reddito e per eseguire eventuali accertamenti, qualora risultassero anomalie fra questi dati e il reddito dichiarato.

Gli studi riguardano i quattro settori principali del sistema economico italiano: servizi, commercio, manifatture e professionisti. Le imprese vengono divise in gruppi omogenei, detti cluster, in base ad una pluralità di fattori, quali, ad esempio, l’organizzazione, l’area di mercato, il tipo di clientela, ecc. Elaborando questi dati si possono individuare le relazioni matematiche tra le caratteristiche dell’attività e il livello presunto di ricavi o compensi.

Le novità di settembre prevedono una riduzione del numero di studi e di cluster, grazie ad una serie di accorpamenti, e l’introduzione dell’indicatore di compliance e del sistema premiale. Vediamo di cosa si tratta.

 

L’indicatore di compliance consentirà di individuare il grado di affidabilità fiscale del contribuente, su una scala da 1 a 10, utilizzando un metodo innovativo e più efficace:

  • gli indicatori per il calcolo del livello di affidabilità sostituiranno i vecchi indicatori di normalità economica utilizzati per la stima dei ricavi;
  • le stime non riguarderanno più soltanto i ricavi, ma anche il valore aggiunto e il reddito d’impresa;
  • l’analisi dei valori dichiarati dai contribuenti si estenderà su dati panel raccolti in 8 anni, anziché uno solo, consentendo di creare delle stime più efficienti e di sfumare eventuali anomalie registrate in un singolo anno nel settore di applicazione dello studio;
  • il nuovo modello di stima coglierà l’andamento ciclico dell’economia senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali (i cosiddetti “correttivi crisi”);
  • ci sarà un drastico taglio di informazioni richieste ai contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, consentendo un notevole risparmio di tempo alle imprese e la possibilità di minimizzare il rischio di errori nella compilazione.

 

Ad ogni contribuente verrà associato un indice sintetico di affidabilità/compliance sulla scala da 1 a 10, in base al quale potrà accedere al nuovo sistema premiale che prevede un percorso accelerato per i rimborsi fiscali, la riduzione dei tempi previsti per ottenerli e l’esclusione da alcune tipologie di accertamenti fiscali.
In sostanza, un “punteggio” alto sulla scala di affidabilità fiscale consentirà di usufruire di maggiori agevolazioni.
Nella prossima legge di Bilancio sarà stabilita la correlazione tra il livello dell’indice raggiunto e il riconoscimento dei vantaggi.

 

Nel frattempo che si completi questo importante passo avanti verso la semplificazione, vi segnaliamo due contenuti che potrebbero esservi utili per approfondire l’argomento:

– le bozze dei modelli per gli studi dei settori Servizi, Manifatture e Commercio, da utilizzare il prossimo anno in riferimento al periodo d’imposta 2016, pubblicati qualche giorno fa dall’Agenzia delle Entrate,

– una guida alle novità introdotte, redatta dalla SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico, una società creata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia per l’elaborazione degli studi di settore.