Molto spesso, quando si vuole lanciare una campagna di crowdfunding reward (con ricompense) per un progetto ci si chiede quale sia il modello di raccolta migliore per le proprie esigenze.

Ne esistono principalmente due, All Or Nothing (AON) e Keep It All (KIA), e solitamente è la piattaforma che decide a monte quali modalità offrire ai progettisti: può prevedere un unico metodo possibile oppure entrambi, lasciando quindi la scelta finale al progettista.

Mettiamoli a confronto dal punto di vista del progettista, del progetto e della community per capire quale sia il più adatto.

aonkia

 

Esiste, poi, una terza modalità, poco diffusa e anche un po’ discussa, che rappresenta una via di mezzo tra i due: il cosiddetto modello dei Tipping Points, ossia dei “punti critici”.
In sostanza, il progettista propone due soglie da raggiungere, la prima, che corrisponde almeno al 25% del totale, gli permetterà di realizzare una prima parte del progetto e dovrà essere raggiunta secondo il modello All Or Nothing; la seconda soglia, invece, rappresenta il traguardo più ambizioso, da raggiungere secondo il Keep It All. In questo modo il progettista si può assicurare facilmente la riuscita del progetto “base” e, con i restanti fondi raccolti potrà continuare a sviluppare un’evoluzione dell’idea.

La terza via appena descritta, inventata dalla piattaforma Start Some Good, ha suscitato qualche critica in quanto potrebbe rappresentare una sorta di scappatoia per chi non vuole accollarsi il rischio del “tutto o niente” e intende, invece, raccogliere subito il denaro senza troppo sforzo. Per questo motivo il modello più usato, apprezzato e, soprattutto, redditizio è l’All Or Nothing.

E voi che ne pensate? Preferite il Keep It All, l’All Or Nothing o qualcuno è a favore della terza modalità?
Raccontateci la vostra esperienza con il crowdfunding, come progettisti o come sostenitori, e diteci quale modello secondo voi ha funzionato o ha fallito.