Starteed è una crowd-company che sviluppa soluzioni nel mercato del crowdfunding e della co-creazione con l’obiettivo di fornire infrastrutture tecnologiche personalizzate e servizi per chi vuole creare modelli finanziari più efficaci e trasparenti.

A Maggio 2016 Starteed ha pubblicato una prima mappatura del mercato italiano del crowdfunding, evidenziando un trend in crescita ma ancora diverse criticità e freni, in particolare per quanto riguarda il mercato dell’equity. A fine anno, invece, grazie all’approvazione della finanziaria, sono stati aperti nuovi scenari di sviluppo per questo modello in quanto la raccolta di capitali è stata estesa anche a tutte le PMI (non più quindi solo a quelle innovative), mentre per gli investitori sono previste detrazioni fiscali del 30% sugli investimenti (solo per investimenti in Startup e PMI innovative) e i Piani Individuali di Risparmio vedranno una detassazione del capital gain.

Ma veniamo ai dati aggiornati a Gennaio 2017:

  • il valore complessivo della raccolta ammonta a poco più di 90 milioni di Euro, segnando un +35% in 7 mesi rispetto alla misurazione di maggio scorso (67 milioni);
  • la crescita maggiore è stata registrata in particolare per le campagne Do-It-Yourself (+ 210%) e per l’Equity (+92%);
  • il mercato del Lending resta al primo posto come modello di crowdfunding, in quanto il suo volume di raccolta rappresenta più del 60% del mercato complessivo, nonostante ci siano solo 4 piattaforme attive di prestiti personali (6% del mercato);
  • il valore medio di raccolta dimostra le potenzialità dell’Equity (€243.000) e del DIY (€190.000).

Un interessante spunto dello studio riguarda, infine, gli operatori del crowdfunding italiani. Spiega Claudio Bedino:

Non si è ancora visto un vero e proprio consolidamento del mercato come auspicato nel 2016, ma credo sarà fisiologico in questo 2017 vedere molte delle piattaforme di Donation/Reward e di Equity, che oggi ospitano pochi progetti e non riescono a trovare un modello sostenibile, chiudere i battenti o unirsi con altri operatori. Ci troviamo infatti in quel momento successivo al picco delle aspettative, che ha visto il crowdfunding spesso sotto i riflettori più per le sue capacità teoriche che per i risultati realmente raggiunti, in cui la disillusione nei confronti dello strumento creerà le giuste basi per una consapevolezza diffusa e porterà ad un giusto utilizzo da parte di operatori, progettisti e sostenitori.

Condividiamo pienamente l’analisi di Claudio Bedino e aggiungiamo che sarà interessante seguire lo sviluppo di piattaforme di Equity in ambito Real Estate e Green Economy, due settori estremamente promettenti che siamo sicuri daranno i loro frutti nei prossimi due anni anche qui in Italia.

Vi segnaliamo, infine, la nascita di Musicraiser Accelerator, un progetto che si propone, su base meritocratica, di sostenere, promuovere e spingere gli artisti più seguiti sulla piattaforma: a tutti i musicisti che coinvolgeranno almeno 200 fan in una campagna di crowdfunding verrà offerto un contratto che comprende distribuzione digitale e l’album CD nei negozi, più tre mesi di ufficio stampa (carta, web, radio e tv), mantenendo la libertà artistica e la proprietà del master. Il partner scelto da Musicraiser per questo progetto è Believe, 5° partner di YouTube in Italia e principale distributore e fornitore di servizi discografici nel mondo: si occupa, infatti, di distribuzione del prodotto fisico, gestione dei diritti, attività di marketing, promozione e comunicazione off line e costituisce, ormai, una vera e propria Major Indipendente, al servizio delle etichette e dei musicisti indipendenti tutti.