Lo scorso 21 settembre è stato presentato a Milano il nuovo Piano Industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico: un programma di investimenti del valore complessivo di 13 miliardi di euro che entrerà nella Legge di Stabilità 2017 per sostenere lo sviluppo dell’industria tecnologica in Italia e per agevolare la nascita e la crescita di start up e PMI innovative.

Gli obiettivi del Piano da qui al 2020 sono:
  • + 10 miliardi degli investimenti privati in innovazione nel solo 2017;
  • + 11,3 miliardi di spesa privata nel triennio in Ricercae Sviluppo;
  • + 2,6 miliardi di finanziamenti privati, in particolare nella fase early stage;
  • + 200.000 studenti universitari e 3000 manager specializzati nei settori della quarta rivoluzione industriale, di circa 1.400 dottorati di ricerca sull’argomento.
I principali strumenti del Piano sono:
  • incremento aliquota dal 140% al 250% (“Iperammortamento”) per investimenti in ambito “Industria 4.0” (tecnologie Agrifood , Bio-based economy, ottimizzazione dei consumi energetici, stampa 3D, robotica, Internet of Things, Big Data, etc);
  • credito di imposta al 50% per spese in Ricerca e Sviluppo, per un credito massimo di 20 milioni di euro per contribuente;
  • detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a 1 Milione di euro in start up e PMI innovative;
  • assorbimento da parte di società “sponsor” delle perdite di start up per i primi 4 anni;
  • detassazione del capital gain sugli investimenti a medio/lungo termine (minimo 3 anni) in start up;
  • sostegno della Cassa Depositi e Prestiti al programma “acceleratori di impresa”, ai fondi di Venture Capital dedicati all’industria 4.0 (insieme ad Invitalia), ai fondi d’investimento dedicati all’industrializzazione dei brevetti ad alto contenuto tecnologico;
  • rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia con un maggiore impegno del governo al fianco delle banche nei prestiti alle imprese;
  • banda Ultra Larga per le aziende;
  • forte investimento su catene digitali di vendita e incremento del supporto alle PMI del Made in Italy.

 

Soffermiamoci sui punti che interessano le start up innovative.

Detrazioni al 30% per investimenti in Start Up e PMI Innovative

Grazie al Piano Industria 4.0 l’incentivo fiscale passerà, dunque, dal 19% al 30%, mentre il tetto massimo per l’investimento da €500.000 a 1 milione di euro: l’impatto potenziale massimo, dunque, dovrebbe salire da €95.000 a €300.000.

Detassazione dei capital gain su investimenti a medio/lungo termine

Grazie ai PIR, i Piani individuali di Risparmio, il risparmiatore potrà investire in esenzione di imposta, ovvero senza tasse sui rendimenti, fino a €30.000 l’anno e fino a un massimo di €150.000 nel corso di più anni. Per usufruire di questa agevolazione, tuttavia, vige l’obbligo di non disinvestire per almeno tre anni, altrimenti scattano le normali imposte del 26% sui capital gain, ossia la differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di uno strumento finanziario, quali sono, ad esempio, le azioni delle start up innovative.

Rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia

La riforma prevede che lo Stato si faccia garante di una quota del prestito (fino all’80%) erogato dalle banche a start up e PMI: a fronte di un impegno da parte delle banche per 22 miliardi di euro, il governo si impegna a rifinanziare il fondo con 900 milioni di euro.

 

Con queste iniziative il governo spera di aumentare gli investimenti “Early Stage” nel nostro paese dai 130 milioni di euro del 2015 a un miliardo nel 2020.

 

Potrete approfondire questi ed altri strumenti del Piano Industria 4.0 qui.